POLTIGLIA BORDOLESE

Un tradizionale rimedio antimicotico realizzato con vari componenti, è permesso in agricoltura biologica, se utilizzato in dosi non eccessive e nei momenti adatti la Poltiglia Bordolese non ha alcun impatto ambientale, dopo la somministrazione è necessario attendere 4/5 giorni di carenza.

La poltiglia bordolese è un fungicida rameico di contatto, ad azione preventiva, utilizzato come anticrittogamico in agricoltura e nel giardinaggio e, in particolare, nella frutticoltura e nella viticoltura.

Il preparato è ottenuto dalla neutralizzazione del solfato rameico pentaidrato con idrossido di calcio. La neutralizzazione si rende necessaria per rimediare alla fitotossicità del solfato di rame puro e permette l’utilizzo diretto della poltiglia in sospensione.
Era già utilizzato ai tempi dei romani, come composto a base di rame e calcio, diluiti in acqua.

Prodotti Naturali per proteggere le tue Piante

RUGGINE DEL FAGIOLO

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SINTOMI
I sintomi della ruggine appaiono inizialmente come piccole macchie gialle o bianche leggermente rialzate sulla superficie superiore e / o inferiore delle foglie. Queste macchie si ingrandiscono e formano pustole bruno-rossastre o color ruggine che hanno un diametro di circa 1/8 di pollice e contengono migliaia di microscopiche spore estive (uredospore)Le spore (semi di funghi) vengono prontamente rilasciate dalla pustola e danno un aspetto arrugginito a tutto ciò che entrano in contatto. La ruggine può essere distinta dalle altre macchie fogliari in quanto queste spore si sfregano sulle dita.

COMPORTAMENTO
Le pustole possono essere circondate da un bordo giallo. Una grave infezione può far arricciare le foglie verso l’alto, seccarsi, diventare marroni e cadere prematuramente. Un campo di fagioli gravemente danneggiato spesso sembra essere stato bruciato. Il set del baccello, il riempimento del baccello e la dimensione del seme possono essere ridotti se l’infezione precoce è grave. Anche i baccelli verdi e, occasionalmente, i gambi e i rami possono essere infettati e sviluppare tipiche pustole di ruggine. Tuttavia, la ruggine dei fagioli non è trasmessa dai semi.

SVERNARE CON LE TELIOSPORE
Verso la fine della stagione, le pustole subiscono un sottile cambiamento, formano spore invernali bruno-nere (Teliospore) che indicano la fine degli attuali cicli di infezione. Le Teliospore sono uno stratagemma che la

Lo sviluppo della ruggine è favorito da temperature da fresche a moderate (da 18 a 30 gradi C) con condizioni di umidità che si traducono in periodi prolungati di acqua libera sulla superficie fogliare per più di 10 ore. Le condizioni meteorologiche durante la fine di luglio e agosto di solito sono le più favorevoli a causa delle notti più fresche. Cicli di malattia ripetuti possono verificarsi a intervalli di 10-14 giorni in condizioni favorevoli.

Prima la pianta viene infettata durante il suo sviluppo, maggiori sono le possibilità di perdita di resa. Tutto ciò che ritarda la maturità delle piante, come la semina tardiva, i danni da erbicidi, l’eccesso di azoto o danni da grandine, può aumentare il rischio di una significativa perdita di rendimento nel caso in cui si verifichi un’epidemia di ruggine. Questo potenziale può anche essere aumentato piantando sopra o adiacente al vecchio terreno di fagioli.

RIMEDI PER COMBATTERE LA RUGGINE

PREVENZIONE
1. Evitare troppe piante in poco spazio, più aria circolerà tra le piante e meno ristagnerà l’umidità evitando la formazione dell’habitat perfetto per i funghi.
2. Evitare di annaffiare le foglie, meglio bagnare solo la terra alla base della pianta, preferendo un’irrigazione a goccia alla base, sul terreno magari non troppo vicino al colletto della pianta.
3. Pacciamare le aiuole. La pacciamatura è necessaria per evitare che crescano altre erbe e piante che potrebbero concorrere con la nostra coltura ma è una buona scusa anche per evitare il contatto delle foglie con la terra.
4. Utilizzare l’antica strategia delle rotazione dei terreni.  (ruotare nel corso degli anni nella stessa parcella ortaggi appartenenti a famiglie diverse)
5. Rispettare per quanto ci è possibile le consociazioni tra le piante che sono una tecnica naturale e biologica per evitare contagi continui anno dopo anno, per esempio carote e porro, pomodoro e fagioli, ecc.

CURA DELL’INFEZIONE
Ci sono vari sistemi per combattere la ruggine delle piante, la più comune e tradizionale è la Poltiglia Bordolese. Oppure altri metodi altrettanto efficaci, di seguito una piccola lista dei rimedi principali.

 

DOLOMITI BIO FARM

Agricoltura Naturale

“Organismo Agricolo Naturale Sperimentale”
Basato sulla permacultura e agricoltura naturale e sinergica dal 1800, suolo naturale indisturbato, nessuna soluzione di agricoltura industriale è mai stata utilizzata sul nostro prezioso suolo, preservando l’ecosistema locale basato sul rispetto della Natura e dei suoi equilibri.

Dolomiti BioFarm D.S. è un’Organismo Agricolo BioSinergico Naturale, nato dalla necessità di diffondere la consapevolezza che la natura è un’insieme di ecosistemi regolati da equilibri estremamente delicati e molto complessi che troppo spesso l’essere umano non conosce e in certi casi, attraverso pratiche estremamente invasive, ha modificato e debilitato, distruggendo risorse, incrinando per sempre ecosistemi perfetti, sprecando energia, al solo scopo di lucrare, in termini esclusivamente economici, a scapito della salute e delle relazioni tra le biodiversità che popolano il pianeta.

Per questo Dolomiti BioFarm D.S. adotta pratiche e strategie agricole biologiche e sinergiche, cercando un approccio naturale e sostenibile per la produzione agricola.

Dolomiti BioFarm D.S. applica strategie atte a preservare ed arricchire il suolo, a fortificare le piante, gli animali e l’uomo, favorendone la salute il benessere e la vita.

Le tecniche naturali adottate sfruttano la consociazione tra le biodiversità autoctone e le sinergie tra i vegetali, gli insetti e gli animali che popolano il territorio in oggetto, eliminando completamente tutte le apportazioni di sostanze chimiche di sintesi, come ad esempio concimi e pesticidi.

Dolomiti BioFarm, oltre a voler essere un modello di Organismo Agricolo Sinergico e Biologico da riprodurre e diffondere, si pone come obbiettivi: la ricerca e lo studio delle sinergie tra le piante applicando teorie innovative ai sani equilibri della natura e della società. Esempi come quelli dell’agricoltura sinergica, in particolare, devono essere di sostegno e modello.

Le sinergie: Basicamente il rapporto tra elementi o forze operanti al conseguimento di uno stesso fine, nel nostro caso sono interazioni tra le biodiversità  che popolano un’area specifica.

Questo modello di gestione può essere applicato in vari ambiti anche all’interno dell’organizzazione civile umana.

L’obbiettivo è proiettare “il sistema”, impegnato attualmente a fronteggiare limiti ormai insostenibili, verso una direzione consapevole di cambiamento e sostenibilità economica e produttiva

Produzione 2016/17

Tecniche agr. Biologico-Sinergiche

Le consociazioni tra orticole


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LA MORALE E L’ARATRO

…tra il 1800 ed il 1850, un agronomo di nome Ridolfi stava operando per portare innovazioni e miglioramenti in ambito agricolo. Va detto che in quel periodo si stava affermando sempre più il metodo scientifico e Ridolfi voleva apportare miglioramenti all’aratro in modo da ottenere una più efficace azione sul terreno attraverso l’aratura.

Apportando alcune modifiche all’aratro che permettessero una maggiore profondità nella lavorazione del suolo ed un più efficace Ridolfi si rivolse poi ad alcuni agricoltori chiedendo loro di provare il nuovo tipo di aratro.

Dopo il periodo di prova ritornò da loro e questi gli riferirono che sì, effettivamente il nuovo attrezzo lavorava il terreno più in profondità, ma che comunque non erano soddisfatti perché i buoi alla sera erano molto più stanchi.
Oltre al fatto di vedere gli animali sofferenti, il problema era che questi avevano molto più appetito avendo consumato più energia per riuscire a trainare il nuovo aratro.
Il nuovo tipo di aratro che arava il terreno più in profondità richiedeva uno sforzo maggiore per essere trainato. Di conseguenza i contadini riferirono che si sarebbe consumata più energia di quella prodotta.

Questa nuova variabile introdotta provocava uno squilibrio tra energia consumata e produzione. Il foraggio prodotto all’interno dell’azienda non sarebbe stato sufficiente a sfamare gli animali rendendo necessario un approvvigionamento esterno di materie prime. In poche parole si sarebbero rotti gli equilibri.

SINERGIE

È palese che per sua natura l’agricoltura opera in relazione con il mondo dell’artigianato, del commercio e dei servizi ecc. Solo una visione aperta e collaborativa potrà migliorare le condizioni generali di vita e lavoro. Gli agricoltori sono, in prima persona, interpreti dell’attività manifatturiera, di conseguenza la valorizzazione economica delle produzioni agrarie avviene primariamente con le fasi di trasformazione e commercializzazione diretta o del prodotto trasformato.

Se le possibilità di trasformazione e commercio vengono sottratte all’atto agricolo, l’agricoltura non sarà sostenibile, al contrario, i ricavi di queste attività devono tornare in agricoltura, come scelta necessaria per permetterne la sussistenza e ricominciare il ciclo di vita dell’azienda agricola o meglio definita “organismo agricolo”.

Da una gestione equilibrata delle risorse e dell’attività agricola, sorge un’economia che finanzia la cultura, l’arte, l’artigianato, il turismo e l’economia in genere del territorio anche attraverso le attività connesse e correlate, come ad esempio attività sociali  volte all’inclusione.

Con questi presupposti si potrà valorizzare e costruire un territorio accogliente e attraente per supportare il turismo locale.
Un paesaggio agrario con un simile carattere armonico, di innovazione sociale e cultura dell’ambiente, costituirà un polo di attrazione e un bacino capace di moltiplicare i flussi turistici di un paese

Il mondo agricolo ha storicamente presidiato i problemi sociali. La solidarietà e la cura della persona e dell’ambiente, la tutela degli anziani dei bambini e dei disabili, la regolazione dei rapporti, sono state gestite dal mondo rurale, come suoi compiti storici. Solo una “riduzione dell’agricoltura a fatto economico”, intervenuta con l’industrializzazione, ha spinto a considerare esterne queste occupazioni agricole tradizionali.

L’agricoltura è un fatto sociale e presidia non solo la sfera economica, ma anche quella giuridica e culturale. La capacità di operare dove esistono esclusione e criticità sociali è una risorsa per la civiltà, tale da intervenire positivamente sui problemi e accogliere giovani e adulti a rischio esclusione.  

Dall’organizzazione in senso sociale dell’agricoltura possono essere concepiti modelli virtuosi esemplari i cui effetti porteranno cambiamenti rimarchevoli in altri settori e nell’organizzazione pubblica.

È importante creare interazioni sinergiche tra le risorse del territorio e le persone che vivono e lavorano sullo stesso per diffondere la consapevolezza comune che è necessario uno sviluppo e un autonomia economica locale.